Varcare la soglia di questo santuario significa entrare nel cuore pulsante della devozione torrettese. Fondato nel Seicento, l’edificio avvolge il visitatore in un’atmosfera di silenzio mistico. Tra gli ori e gli stucchi spiccano i paramenti sacri e i documenti autografi di San Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa (attualmente non visionabili). Camminando tra le navate, si avverte il peso di una storia in cui la fede si intrecciava indissolubilmente al destino della famiglia principesca, che da qui governava non solo le terre, ma anche le anime del feudo.
Varcare la soglia di questo santuario significa entrare nel cuore pulsante della devozione torrettese. Fondato nel Seicento, l’edificio avvolge il visitatore in un’atmosfera di silenzio mistico. Tra gli ori e gli stucchi spiccano i paramenti sacri e i documenti autografi di San Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa (attualmente non visionabili). Camminando tra le navate, si avverte il peso di una storia in cui la fede si intrecciava indissolubilmente al destino della famiglia principesca, che da qui governava non solo le terre, ma anche le anime del feudo.